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Groppoducale
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mweaGroppoducale (mweqGrupdügä in mwegdialetto piacentino, mwewGrupdigà in dialetto locale e mwfaligure) è una mwfqfrazione del mwfgcomune italiano di mwfwBettola, in mwgaprovincia di Piacenza.
Fanno parte di Groppoducale le seguenti località: Agnelli, mwggBadoni, Barbugli, Colombello, Cordani, Costa, Crose, Forlini, Monte, Montelana, Ronchi e Sura.
Contents
• Storia
• Note
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Geografia fisica
È situato sull'mwhgAppennino ligure, nella media mwhwval Nure, a mwia760 m s.l.m.cite-ref-groppo-1-0[1] e a mwjq46 km a sud di mwjgPiacenza. Nella sua vallata scorre un affluente del torrente mwjwNure, indicato dalle mappe catastali come Rio Grandecite-ref-groppo-1-1[1]. Dista mwla12 km da mwlqBettola e mwlg13 km da mwlwMorfasso.
Storia
Il canonico piacentino Pier Maria Campi, autore nel corso del Seicento dell'opera mwmgHistoria Ecclesiastica di Piacenza cita all'interno della sua pubblicazione una pergamena che attribuita al retore mwmwromano Tito Omusio Tinca, nella quale viene riferita l'esistenza nel 302 di più di quattrocento villaggi e castelli, tra i quali figurava mwnaM. Tucca Gripum Tuccarium, che sarebbe diventato successivamente Groppodugario e infine Groppoducale. Tuttavia l'originalità della pergamena fu successivamente messa in dubbio: si tratterebbe probabilmente di un falso risalente al periodo successivo all'anno Mille, utilizzato come fonte attendibile dal canonico per esaltare le origini storiche della zona piacentinacite-ref-groppo-1-2[1]. A prescindere dalla veridicità o meno del documento consultato dal Campi, la zona fu comunque frequentata dai romani, tanto che, secondo alcuni studiosi, tra cui mwoqSalvatore Aurigemma, archeologo e direttore degli mwogscavi archeologici di Veleia tra il 1933 e il 1937, il lastricato del mwowforo della località valcherasca, situata a una decina di chilometri di distanza da Groppoducale, venne realizzato con mwpaarenaria grigia proveniente da Groppoducalecite-ref-2[2].
In seguito Groppoducale potrebbe essere divenuto, in mwqgepoca longobarda, centro strategico di controllo della valle; ciò è suggerito dal fatto che mwqwDucale avrebbe origine da mwraDugario, ossia mwrqdel dux, comandante longobardo.
I primi documenti attestano che il fortilizio di Groppoducale apparteneva, nel 1385, a Branca Fulgosio, signore guelfo di mwrwFiorenzuola d'Arda, che lo utilizzò come base per la sua lotta antivisconteacite-ref-groppo-1-3[1]. In seguito passò alla famiglia Nicelli: nel 1494 il castello e le terre andarono a Giovanni Nicelli, il cui padre, Gian Nicolò, era stato il capostipite dei Nicelli di mwtaMontechino e di Muradolocite-ref-groppo-1-4[1]. Il 4 aprile 1626 la duchessa mwuqMargherita Aldobrandini, madre e tutrice del duca di Parma e Piacenza mwugOdoardo I Farnese confermò la concessione del castello e della contea alla famiglia Nicelli, nella persona del dottore collegiato Giovannicite-ref-groppo-1-5[1].
All'inizio dell'mwwaOttocento il paese contava 512 abitanti, mwwqenfiteuti del conte Alessandro V Nicelli. Alla morte di questi, avvenuta nel 1816 gli succedette la sorella Antonia, con il marito Pietro De Cesaris, proveniente da una nobile famiglia cremonese. Nel 1820 la contessa dapprima affittò, poi vendette il castello al conte Bonifacio Nicelli, il quale lo cedette nell'agosto di quello stesso anno alla locale parrocchia per 80 lirecite-ref-groppo-1-6[1].
Il castello fu poi utilizzato come scuola elementare, per poi subire anni di abbandono alla sua chiusura. A partire dal 2001, grazie all'impegno del parroco e di alcuni abitanti della zona, sono iniziati i lavori di restauro, terminati nel 2003cite-ref-groppo-1-7[1].
Monumenti e luoghi d'interesse
Citato nel 1385 come di proprietà di Branca Fulgosio, il forte entrò poi nelle proprietà della famiglia Nicelli, il cui diritto sulla zona fu ulteriormente confermato nel 1626 dalla duchessa Margherita Aldobrandini. L'originale edificio medievale è stato più volte trasformato, prima trasformandolo in residenza e, in seguito, a sede di uffici comunali e scuolecite-ref-3[3].
Infrastrutture e Trasporti
Note
cite-note-groppo-11. ↑ mwiamwiqmwigGroppo Ducale, su mwiwgroppoducale.it. mwjaURL consultato il 6 dicembre 2019.
cite-note-33. ↑ mwlgMarco Gallione, mwlwmwmaCastello di Groppo Ducale, su mwmqaltavaltrebbia.net, 5 ottobre 2012. mwmgURL consultato il 6 dicembre 2019 mwmw(archiviato dall'mwnaurl originale il 6 dicembre 2019).
cite-note-44. ↑ mwoamwoqmwogArea Bettolamwpq (mwrqmwrgPDF), su mwrwsetaweb.it. mwsaURL consultato il 4 aprile 2021.
Bibliografia
• mwtaCarmen Artocchini, Castelli piacentini, Piacenza, Edizioni TEP, 1967.
• citerefcrinitiNicola Criniti, Veleia e ager Veleias: epigrafia e storia (PDF), in Ager Veleias. URL consultato il 4 aprile 2021.
Voci correlate
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Groppoducale
Collegamenti esterni
• mwxgSito sulla frazione di Groppoducale, su groppoducale.it.
• mwyaComune di Bettola, su comune.bettola.pc.it.